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TURISMO A PARMA: ARTE E CULTURA
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| Parma. Parma, città di aristocratiche tradizioni culturali, ricca di preziose opere
d'arte e del suo passato di capitale, è famosa per i suoi figli più illustri e
per artisti che in essa operarono- da Benedetto Antelami a Salimbene, da Correggio
a Parmigianino, da Bodoni a Verdi a Toscanini, da Stendhal a Proust. Vanta un
centro storico con monumenti di particolare rilievo, dal romanico al liberty.
In particolare è stata segnata dal governo illuminato di Maria Luigia, seconda
moglie di Napoleone, quando era capitale del Ducato di Parma, Piacenza e Guastalla.
Parma è anche nota come la capitale alimentare d'Italia, per i suoi prodotti inimitabili,
come il Prosciutto di Parma, i salumi e il famoso Parmigiano Reggiano. In città,
il Teatro Regio, è uno dei santuari per i melomani di tutto il mondo, mentre nei
dintorni il Castello di Montechiarugolo offre una splendida ambientazione medievale
.
http://www.comune.parma.it/ |
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Il Duomo. Il duomo di Parma, come quello di Modena, è posto lungo la via Romea, una delle
vie di comunicazione più importanti del Medioevo cristiano, percorsa dai pellegrini
diretti a Roma e in Terra Santa. In seguito a un grave incendio l'edificio viene
completamente ricostruito a partire dal 1076 e nel 1106 viene consacrato da papa
Pasquale II. Nel XIII secolo vengono aggiunti il protiro del portale centrale,
le loggette sotto gli spioventi del tetto ed il campanile di stile gotico : elementi
che rivelano affinità con le chiese abbaziali della Borgogna. Tra la fine del
XII e l'inizio del XIII secolo Benedetto Antelami realizza la costruzione e la
decorazione scultorea dell'adiacente battistero, completando così il disegno della
piazza antistante il duomo. La copertura originaria dell'edificio, costituita
da un soffitto ligneo, viene sostituita da volte a crociera nel corso del XIII
secolo. L'interno della chiesa viene ancora in parte modificato nel corso del
XVI secolo, quando il Correggio realizza i grandiosi affreschi della cupola. In
questo periodo viene anche costruito lo scalone di accesso al presbiterio.
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| Il Battistero. La costruzione del battistero viene affidata a Benedetto Antelami che, tra il
1196 e il 1216 circa, realizza sia l'edificio sia la ricca decorazione scultorea,
eseguita con l'aiuto di collaboratori. Gli affreschi, eseguiti nel corso dei secoli
XIII e XIV da artisti emiliani e lombardi per lo più anonimi, illustrano storie
di Santi, episodi della Bibbia e della vita di Cristo e costituiscono uno dei
cicli pittorici più significativi dell'Italia settentrionale. La ricca decorazione
scultorea del battistero di Parma, vera summa dei temi prediletti durante l'epoca
medievale, è completata all'interno da quattro lunette scolpite, i dodici mesi,
le stagioni e i simboli zodiacali. Le statue dei mesi, attribuite in gran parte
alla mano di Antelami, sono forse l'espressione scultorea più elevata all'interno
del battistero. In esse i personaggi, in atto di svolgere i mestieri della campagna,
sono raffigurati con una nuova attenzione per la realtà e la natura. Questo è
il legame più evidente e significativo fra l'opera di Antelami e la scultura gotica
francese della fine XII secolo. |
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| La Camera del Correggio. E' questo sicuramente uno dei capolavori del maturo Rinascimento italiano. In
origine, questo prezioso ambiente faceva parte dell'appartamento privato della
badessa del monastero delle Benedettine di San Paolo e fu ristrutturato e decorato
a partire dal 1514 per volere di Giovanna da Piacenza, sotto il cui priorato il
convento conobbe un periodo di intensa e vivacissima vita culturale. E' nel 1519
che vi interviene Correggio, che qui realizza la sua prima importante impresa
pittorica a Parma. Data la funzione di rappresentanza della sala, egli sceglie
un soggetto mitologico: un corteo di putti affacciati alla pergola che accompagnano
Diana sul carro, dipinta sulla cappa del camino. L'idea bellissima della finta
pergola entro cui giocano i putti, dipinta nella volta divisa in 16 spicchi impostati
su lunette, crea un'atmosfera di raffinata simbiosi tra la natura e il mito classico. |
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San Giovanni Evangelista. Il complesso monastico di San Giovanni Evangelista è formato dalla Chiesa,
dal Convento e dalla Storica Farmacia di San Giovanni. Le origini risalgono al
X sec., anche se è la facciata barocca a definirne l'aspetto. Lungo la navata
centrale corre il fregio del Sacrificio Ebraico e Pagano, disegnato dal Correggio
nel 1522/1523 e realizzato da F. M. Rondani. Sempre del Correggio sono le decorazioni
dei semi-pilastri, le decorazioni del sottarco della quinta cappella, le decorazioni
della crociera ed soprattutto la cupola con il Transito di San Giovanni (1520/1524)
completati dai Padri della Chiesa e dagli Evangelisti nei pennacchi, vero capolavoro
del Maestro. Altra opera di grande valore è il coro ligneo (che presenta tarsie
della città e delle colline, strumenti musicali e oggetti) opera di M. Zucchi
e dei fratelli Gianfranco e Pasquale Testa (1556). La navata sinistra è distinta
da interessanti lavori giovanili del Parmigianino (1522): i Santi insieme ai putti
e ai bucrani presentano già il caratteristico ritmo sinuoso delle linee nelle
morbide vesti. |
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Santa Maria Della Steccata. La Chiesa della Steccata fu costruita per accogliere un'immagine miracolosa della
Madonna che allatta il Bambino, dipinta sulla facciata di una casa. Dinanzi a
questa casa era stato eretto uno steccato per regolare l'afflusso dei fedeli,
che vi accorrevano sempre più numerosi per i continui miracoli che la Vergine
elargiva. E da questo steccato presero il nome la Madonna e la chiesa. Esempio
del Rinascimento a Parma, con pianta centrale a croce greca di tipo bramantesco,
venne eretta tra il 1521 e il 1539 su progetto di un ignoto architetto. Antonio
da Sangallo il Giovane, inviato a Parma da Clemente VII nel 1526 per esaminare
il sistema difensivo della città, lasciò un progetto relativo alla cupola a al
completamento della fabbrica. Gli ornamenti con le relative modifiche e la grande
balaustra, che gira intorno ai bracci della croce, sono opera di Mauro Oddi e
databili intorno alla fine del seicento. L'interno è dovuto a più maestri del
Rinascimento parmense. Sull'altare maggiore, nel sottarco, si può ancor oggi vedere
l'ultima esaltante opera del Parmigianino (Le Vergini Sagge e le Vergini Folli).
Di Michelangelo Anselmi è l'Incoronazione del 1540. Ai lati, entrando, troviamo
le due portelle d'organo ancora opera del Parmigianino. La cupola si deve a Bernardino
Gatti (1560). Importanti le sculture tombali e la Sagrestia Nobile (1665) di G.
B. Mascheroni e Carlo Rottini. |
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