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TURISMO A MILANO: ARTE E CULTURA
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| Milano: Capitale economica d'Italia, città europea per eccellenza, centro del potere
economico, Milano è una città dal fascino segreto, ricca di luoghi e testimonianze
preziose del suo passato. Scoprite l'eleganza della città della moda, il prestigio
della città del business, lo splendore del suo volto nascosto, il valore dei suoi
monumenti, la gloria del suo passato, le aperture sul futuro. Capitale economica
d'Italia, città europea per eccellenza, centro del potere economico, Milano è
una città dal fascino segreto, ricca di luoghi e testimonianze preziose del suo
passato. Scoprite l'eleganza della città della moda, il prestigio della città
del business, lo splendore del suo volto nascosto, il valore dei suoi monumenti,
la gloria del suo passato, le aperture sul futuro.
www.comune.milano.it |
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| Il Duomo: Fondato nel 1366 nel luogo in cui sorgeva l'antica chiesa di Santa Maria Maggiore,
il monumentale duomo di Milano è uno dei rari esempi in Italia di architettura
gotica fiorita. La scelta di ispirarsi ai modelli del gotico d'Oltralpe si deve
al duca Gian Galeazzo Visconti (1378?1402) che, nella volontà di gareggiare con
le cattedrali francesi e tedesche, rivela i suoi legami politici con le potenze
europee e l'ambizione di trasformare Milano nella capitale di un grande stato
dell'Italia centrosettentrionale. Da ciò derivano la scelta del marmo al posto
del mattone e la chiamata a Milano di un gran numero di maestri stranieri, provenienti
dalla Francia, dalle Fiandre, dai paesi tedeschi e da varie regioni italiane.
Le forme del gotico maturo sono tuttavia interpretate sulla base della tradizione
locale, come rivelano l'impianto a navate digradanti, la dilatazione in larghezza
della pianta e la scarsa elevazione delle volte.
http://www.duomomilano.it/ |
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| Leonardo da Vinci Sul lato minore di fondo del refettorio dell'ex convento dei Domenicani, annesso
alla chiesa di Santa Maria delle Grazie, si ammira la celebre Ultima cena di Leonardo
da Vinci. L'opera, realizzata dall'artista fra il 1495 e il 1497, su invito di
Ludovico il Moro, è andata rapidamente deperendo nel corso dei secoli, anche per
la tecnica sperimentale impiegata dall'artista, tempera forte su due strati di
gesso. Vari tentativi di restauro si sono succeduti a partire dal XVIII secolo,
sino a quello intrapreso nel 1995, conclusosi recentemente. Il momento rappresentato
nell'affresco è quello immediatamente successivo all'annuncio di Cristo agli apostoli:
"Uno di voi mi tradirà". La sala in cui si svolge la scena è rappresentata secondo
i principi della prospettiva lineare: l'artista definisce la profondità dello
spazio mediante la convergenza delle linee verso un unico punto di fuga. Esse
sono indicate dai lati della tavola, dai ricami della tovaglia, dai riquadri a
cassettoni del soffitto e, soprattutto, dal bordo superiore degli arazzi appesi
alle pareti. Se questa corretta impaginazione spaziale ha noti precedenti fiorentini,
l'interpretazione del fatto sacro è profondamente nuova. Infrangendo la tradizione
che poneva i personaggi dell'Ultima Cena in simmetrico allineamento rispetto a
Cristo, Leonardo divide e articola la scena riunendo le figure degli Apostoli
in piccoli gruppi, assai variati nei gesti e nelle espressioni, tali da creare
un suggestivo effetto di mobilità psicologica. In tanta concitazione, s'impone
la figura di Cristo, improntata a una nobile calma; le sue braccia - allargate
in segno di dedizione - lo isolano e nel contempo lo avvicinano ai suoi. Dallo
sfondo proviene un singolare effetto di controluce, che, contribuendo a conferire
morbidezza alla testa del Salvatore, sembra suggerirne la divinità. |
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| La Pinacoteca di Brera Aperta nel 1803, la Pinacoteca, legata i primi anni all'Accademia di Belle Arti,
accolse le opere tratte dalle chiese soppresse della Lombardia e di altri dipartimenti
del Regno italico, o acquistate per decreto del Viceré Eugenio di Beauharnais:
tra queste ultime figurava il celeberrimo Sposalizio della Vergine di Raffaello.
I primi, rapidi incrementi delle collezioni si devono in gran parte al pittore
Andrea Appiani, ritrattista ufficiale di Napoleone e Commissario per le Belle
Arti, incaricato del lavoro di ricerca e di esame delle opere d'arte da acquisire.
Il 15 agosto del 1809, Appiani inaugurò la 'sua' Pinacoteca di Brera, ampliata
nelle strutture ed arricchita di nuovi capolavori, tra cui la splendida Predica
di san Marco, opera di Gentile e Giovanni Bellini, e la cosiddetta Pala Sforzesca.
Negli anni successivi, Appiani portò a Milano lo straordinario telero raffigurante
Il ritrovamento del corpo di san Marco del Tintoretto, e l'opera che, a tutt'oggi,
è reputata il capolavoro assoluto conservato a Brera: la così detta Pala di San
Bernardino di Piero della Francesca. In seguito, nuovi lasciti e importanti acquisti
arricchirono la collezione di opere importanti, come il Cristo morto e tre dolenti
di Andrea Mantegna e la Madonna del roseto del leonardesco Bernardino Luini. Nel
1882 la Pinacoteca - ormai istituzione d'interesse nazionale - fu scissa dall'Accademia
di Belle Arti, iniziando così la sua storia autonoma sotto la direzione di Giuseppe
Bertini.
http://www.brera.beniculturali.it/ |
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Sant'Ambrogio Questa basilica, costruita dal primo vescovo di Milano e poi in seguito a lui
dedicata, fu nei secoli più volte rimaneggiata, fino ad assumere la splendida
veste romanica che mostra ancor oggi. La grande novità di questa chiesa è data
dall'uso nelle navate della volta a crociera con costoloni in rilievo, che dona
alla struttura una particolare forza e tensione dinamica. All'esterno la chiesa
è caratterizzata dalla facciata che, in modo inconsueto, è composta da due ordini
di solenni arcate che, al piano inferiore, funzionano come quarto lato del grande
quadriportico antistante la basilica. L'analisi della struttura architettonica
di Sant'Ambrogio non può prescindere da quella della sua decorazione scultorea,
che vi svolge una funzione per molti versi subalterna e segue le fasi costruttive
della basilica. I capitelli più antichi, ad esempio, si collocano nelle navate,
cui seguirono quelli del nartece e dell'atrio, con una decorazione che si fa gradualmente
più complessa e raffinata, affiancando ai motivi vegetali e geometrici degli inizi
rappresentazioni di animali e figure umane. Sorprendente appare la varietà nell'applicazione
dei motivi ad intreccio, che si dispiegano sui capitelli, nelle ghiere degli archi,
nei portali d'ingresso e nelle grandi arcate del nartece, testimoniando la vitalità
in epoca romanica del repertorio decorativo altomedievale. La Basilica conserva
poi suppellettili di grande valore, come il carolingio Altare d'oro e l'ottoniano
Ciborio dell'altar maggiore.
www.santambrogio-basilica.it |
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Galleria Vittorio Emanuele La Galleria di Milano, modello di tutte le altre realizzate in Italia, fu costruita
fra il 1865 e il 1877 su disegno di Giuseppe Mengoni. Nel progetto iniziale dell'architetto
essa si inseriva all'interno di un più vasto programma che si proponeva la sistemazione
di Piazza del Duomo. Tale intento non fu mai portato a termine, ma la costruzione
della Galleria comportò ugualmente l'ampliamento di piazza Duomo e l'allineamento
dei suoi due lati con le relative facciate, nonché il rifacimento e la regolarizzazione
di piazza della Scala. Costruita da una ditta inglese, la City of Milan Improvement
Company, presenta un tracciato planimetrico cruciforme, con i bracci coperti a
botte in ferro e vetro. Al loro incrocio si determina un'area ottagonale, sormontata
da una cupola realizzata con gli stessi materiali. La struttura muraria recupera
invece motivi rinascimentali, resi attraverso stucchi e pietre false, mentre i
portali che danno accesso alla galleria assumono le forme di archi di trionfo,
contribuendo alla grandiosità e monumentalità della costruzione. |
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